Briançonnais 12-15 agosto 2007
Combriccola di quattro gadan in cerca di avventure nel vicino delfinato, sognando le dolomiti...
Tenailles de Montbrison, m 2400
Eperon Renaud
TD, max 6a+, 300 m La classicissima del Briançonnais, sognata da lungo tempo, purtroppo mostra tutta l'usura del tempo... Ahinoi, il calcare lisciato dagli innumerevoli passaggi rende tutto più difficile e meno piacevole. Se poi ci si diletta con una partenza tutt'altro che banale...
Forse sarà il primo tiro di "Soleil levant" 6c? In ogni caso il diedro iniziale ci appare immensamente più duro del V che ci attendevamo e la tenuta delle scarpette è messa a dura prova dal calcare marmorizzato. La "cicacatrice" di questa prima dura esperienza resterà indelebile per tutti i quattro giorni di scalata.
Si prosegue con una serie di piacevoli tiri nell'ordine del V (questo davvero V grado), talvolta con qualche passo unto, ma generalmente su roccia buona, fino all'anticima. Lo sperone finale ci appare in tutta la sua superba imponenza: un muro verticale che concentra le difficoltà della parete.
Il tiro chiave (6a+) è una magnifica fessura che sfianca le nostre deboli braccia, anche a causa della scarsa fiducia sulla tenuta dei nostri piedi su questo calcare. Ancora un tiro reso molto duro in partenza dalla roccia lisciata (ufficialmente V), quindi il magnifico diedro di V+ (passo chiave lisciato e pertanto percepito come ben più tosto), assai verticale da superarsi in opposizione. Un ultimo magnifico strapiombo (V+) conduce all'aerea crestina finale ed alla vetta.
Doppia sul versante opposto, quindi ripidissime tracce di sentiero su ghiaioni riportano alla base, con i piedi e le ginocchia martoriati!
Petite Poire - Premiere Tour (Vallon de la Moulette), m 2800
Enleve tes moufles, Leon
TD-, max 6a+,
400 m

Magnifico ambiente di tipo dolomitico in un vallone aperto sulla Vallée della Guisane ma raggiungibile in un'ora di comoda marcia in lieve discesa. Qualche dubbio sull'attacco della via, ma poi ci portiamo sulla corretta linea di salita apprezzando il magnifico calcare illibato di questa via aperta nel 2006.
L'aderenza è sorprendente ed in alcuni passi la roccia è davvero eccelsa, talvolta però richiede attenzione.
Tiro chiave con passi delicati (6a+), poi magnifico tiro di placca lavorata (5c). Segue tiro con passi di aderenza (5c/6a), quindi strapiombo su roccia mediocre (5c), sul quale tocca anche volare a causa della rottura di un appiglio... fortunatamente senza conseguenze.
Breve spostamento verso la Premiere Tour dove prosegue la via su un magnifico tiro su pilastro (5c/6a). Segue un tiro in placca scura (5c), con chiodatura illogica: seguendo gli spit ci si trova su muro verticale ben più duro del grado dichiarato, stando a destra si finisce su roccia mediocre... ed il malcapitato deve trigare con orrendi traversi in aderenza per riprendere il filo della via...
Facile tiro su bella roccia (5b), poi trasferimento nel canale detritico per riprendere il pilastro finale con un tiro che riserva un traverso non banale (5c/6a) e mal protetto specie per i secondi di cordata. Ultimo tiro su muro verticale a buone prese (5c/6a) e si esce sulla vetta. Un rapido sguardo al panorama poi, prima che ci sorprenda il maltempo, discesa con qualche passo in disarrampicata e lungo traverso su esile traccia tra i fianchi detritici della montagna (sconsigliabile in caso di pioggia!).

Eperon de la Route, m 2000
Via di sinistra
Voie des quarantes
TD-, max 6a, 3L
D+, max 5+, 150 m
Giornata relax, obiettivo recuperare le energie per affrontare l'indomani una nuova avventura.
Pensiamo di percorrere l'ultima via di sinistra della parete indicata sulla guida di Cambon ("Du miel et des abeilles", max 5c/6a) ed invece ci troviamo su una nuova linea di recente apertura: tre lunghezze non banali nell'ordine del 6a.
Discesi con un paio di doppie, non ancora appagati dalla scalata, decidiamo di percorrere la via classica della parete, la "voie des quarantes". Saliamo velocemente la via che riserva qualche passaggio davvero interessante: muretto del secondo tiro (V), poi quello del terzo su roccia molto bella e lavorata (V+), quindi le placche finali.
Tete de la Draye (Ailefroide),
m 2100
Laisser bronzer les cadavres
TD, max 6a+, 500 m

Dall'idea originaria di scalare nella zona dei Cerces, siamo indotti a più miti consigli dal cielo minaccioso che sovrasta il Tour Termier e la Tete Colombe (le due potenziali mete delle nostra scorribande). Optiamo pertanto per l'amena conca di Ailefroide, conspevoli che lì la temperatura sarà certamente più mite, ... troppo mite.
La via scelta è una delle più lunghe, di quelle da togliersi la voglia. Anche se spezzata da numerose cengie che costringono a tratti di camminata, riserva molti tiri belli ed alcuni piuttosto impegnativi sia pur ben chiodati.
Dalle prime lunghezze in placca (primo tiro V+, terzo tiro muretto 6a, quinto tiro passo di 6a), al secondo risalto con un paio di tiri in placca e poi un difficile tiro in un diedro strapiombante (ufficialmente V+, ma almeno 6a). Altro spostamento a piedi fino al cospetto di una placca esposta (spit lunghi) di 6a, quindi traverso e discesa all'ultimo risalto.
Qui un bel tiro su muro verticale (V+) ed il magnifico tiro verticale di 6a+ con alcuni moschettonaggi davvero funambolici...
Uscita sulla prativa sommità con un tiro di IV+ e discesa per piacevole e panoramico sentiero con vista sul Pelvoux ed i ghiacciai della Barre des Ecrins.