Cristalliera 16-17 giugno 2007
Una due giorni all'insegna dell'alpinismo classico in un luogo da favola.
Si parte dalla verdeggiante Val Chisone con i suoi stupendi boschi di pini silvestri che cedono il passo alle alte quote agli eleganti larici; la stradina sterrata taglia i fianchi del gruppo Orsiera-Rocciavrè consentendo un accesso comodo al rifugio Selleries, dove un simpatico e intraprendente gestore ha ridato vita non solo al rifugio ma anche a questo angolo di paradiso.
Per maggiore comodità logistica e per abbreviare l'avvicinamento alla parete eleggiamo a nostro nido però il bivacco, distante meno di un'ora dal rifugio.
Via del Diedro Caneparo (e varianti) TD-, max VI, 7L
sviluppo 200 m

Il primo giorno (ormai pomeriggio) dopo qualche titubanza optiamo per questa classica salita tra diedri e fessure.
Dopo un paio di lunghezze nel Diedro Caneparo, proseguiamo per tre tiri su una variante diretta che ci porterà a ricollegarci con le ultime due lunghezze della Superbianciotto. Su di un tiro incontriamo difficoltà per niente banali (nell'ordine del VI grado da proteggere quasi interamente, eccettuato un paio di chiodi malsicuri).
Il tiro nel diedro Caneparo è invece semplicemente magnifico e facilmente proteggibile con protezioni veloci. Bellissimi anche i tiri finali sulla Superbianciotto, quindi la divertente e affilata cresta finale che ci conduce alla vetta per rimirare ancora un panorama molto esteso.
Discesa al bivacco dove troviamo ad accoglierci Marcello e Valeria, già indaffarati con stufa e pentolame.

Via del Diedro Ghirardi (e varianti) TD, max VI+, 9L
sviluppo 250 m

Scartata l'idea di percorrere la difficile Gay-Ghirardi (TD+) peraltro in parete Ovest e pertanto più fredda, optiamo per il più solare (o almeno speriamo sia tale) omonimo Diedro. Un paio di lunghezze (facile la prima, un po' meno la seconda con un traverso molto esposto) ci conducono nel magnifico e impressionante Diedro Ghirardi.
La salita risulta di notevole impegno psicologico, con progressione su chiodi precari, difficilissima da integrare salvo nell'unico breve tratto in cui si sta nel diedro (altrimenti molto difficile e faticoso). Unica possibilità di integrazione delle protezioni sta nella laboriosa chiodatura con knife-blade. La seconda parte del diedro, meno difficile (anche se piuttosto verticale) ma più facilmente proteggibile, ci porta su quella sorta di "scivolo" che taglia obliquamente la parete da sinistra a destra.
Lo percorreremo con tre lunghezze di corda: una prima con passo iniziale ostico (V/V+ su fessura interamente da proteggere), una seconda nel diedro a sx della Superbianciotto (di cui sfruttiamo la sosta) con uscita su magnifica lama staccata (V+), una terza lunghezza su lame e fessure molto divertenti (V). Giungiamo in cima ad una torre da cui con un delicato ed espostissimo traverso procediamo per l'ultimo bel diedro (V) che conduce alla solita (ma piacevolissima) cresta finale.
Solo pochi attimi prima che inizi a piovere...
Lunga discesa sotto una pioggerella insistente, giusto per arrivare a casa fradici.

Links: info sul sito del Rifugio Selleries