Colle Sommeiller 14 settembre 2008

Escursione:
- partenza
Rochemolles 1600 m
- arrivo
Colle del Sommeiller 3000 m

dislivello 1400 m Beh... che dire, quando è estate si fanno progetti grandiosi, giornate lunghe, sole caldo; e così dopo una piccola riflessione, ecco accendersi la lampadina del genio!!!...si punta in alto!!!
Programma: Colle del Sommeiller, 3000m.
Partenza da Bardonecchia, 1300m.
Il percorso molto facilmente lo conoscete già...ma quello che non potete immaginare è ciò che il sottoscritto Gadan-Marcello ha provato quando, ancora in tangenziale a Torino, ha immediatamente notato come stranamente la verdi montagne della Val di Susa risultassero improvvisamente imbiancate di neve.
Neve caduta magicamente, come per una strana magia diabolica, fino alla quota di 2000m circa.
Il primo pensiero: ooh cazzo e cosa me ne faccio della bici oggi?...Cambiare programma neanche a parlarne, io ci provo lo stesso!!
Decido di salire in macchina fin quasi a Rochemolles, scarico la bici, mi preparo e parto...
Dopo quasi 2km circa ha inizio una serie di tornanti sulla strada sterrata che porta al rifugio Scarfiotti...Fin qui tutto bene, forse un pò di fango, ma non è stato un problema.
Arrivato all’altezza del ponte sul torrente, nei pressi di un monumento dedicato a 31 Alpini morti sotto un valanga, ho potuto notare come la quota neve fosse tremendamente bassa, praticamente il tetto del rifugio era magnificamente imbiancato con quasi 20cm di neve freschissima, così come i circostanti prati.
Ma la strada, fortunatamente era ancora pulita.
Mentre salivo, già parecchio sopra lo Scarfiotti, notai come un gruppo di vacche brucava l’erba coperta di neve in tutta tranquillità...sembrava proprio che l’unico a preoccuparsi fossi solo io..
Notai salendo che il fondo del manto stradale era decisamete segnato dal passaggio di molti fuoristrada...mmh se devo essere onesto, questa è la prima volta in cui mi son sentito felice di incontrare delle jeep sul mio stesso percorso...
In poche parole, se i suddetti fossero saliti fino al colle mi sarei trovato la strada quantomeno un minimo tracciata.
E cosi fu...!!! Arrivai fino al colle tra fango e neve pressata, incrociando di tanto in tanto qualche turista pigro e poco sportivo alla guida del suo "magnifico e imbattibile" fuoristrada .
Tutti molto educati al mio passaggio, spostandosi ed accostando il più possibile per agevolarmi il percorso, ogni tanto qualcuno mi scattava delle foto o mi incoraggiava facendomi i complimenti ed il tifo. Mi sentivo quasi un supereroe
In verità mi stavo facendo un culo a capanna, su di una strada sempre più fangosa e bagnata.
Dopo poco incontrai gli amici Gadan Piero, Cesare e Paolo, diretti alla cima del Sommeiller...anche loro foto e tifo...
Ormai la neve inbiancava quasi del tutto la strada, ma le tracce dei fuoristrada mi permettevano di salire.
Purtroppo, complice l’alta quota, mi dovetti rassegnare a pedalare su di un fondo ormai completamente innevato, molto scivoloso e compatto...roba da fuoristrada....
Lentamente, molto lentamente, guadagnavo metri verso il colle del Sommeiller.
Mi fermai un attimo a mangiare e scattare qualche foto...cavolo quanta neve!!368
In fondo mi stavo divertendo come un bambino quando gioca per la prima volta a rotolarsi nella neve...non sentivo particolarmente freddo anche se dalle rocce spesso capitava di notare delle stalattiti di ghiaccio formatesi nella notte...
Arrivai così al colle...non vi era anima viva ovviamente.
Da lì a poco, dopo una passeggiatina intorno al laghetto e la mitica foto di vetta, notai che stava arrivando a piedi un ciclista temerario, proprio come il sottoscritto.
...Scambio di complimenti, foto e chiacchierata, notammo come il tempo peggiorò nel giro di pochi minuti. Indossato kwai, casco, guantazzi caldi e occhiali protettivi iniziammo a scendere sotto una copiosa nevicata.
Spesso fui costretto a fermarmi e far ripartire la circolazione alle mani e ai piedi...
Arrivammo sani e salvi al rifugio, li ci dividemmo: lui verso la macchina e io, ovviamente, verso un piatto di polenta fumante al rifugio Scarfiotti.
Il gestore devo dire non mi parve molto contento di vedermi entrare completamente grondante di fango...forse aveva appena pulito???!!...Pensai che rifugio potesse essere se non dava "rifugio" a un rottame come me?
Soddisfatto dell’esperienza e con la pancia piena "feci" ritorno alla macchina dove unitomi con gli amici escursionisti ci infilammo in una piola di Ulzio dove finii di ingozzarmi con una bella grigliata di carne e fiumi di birra...aaah che domenica...anche se, nel tratto finale della salita, arrivai quasi ad invidiare i miei coetanei smenarsi una triste domenica di struscio alle "Gru", almeno al caldo...!!!
Ciao e alla prossima..
Gadan presenti: Marcello