|
L'occasione per incontrarsi col nostro Jean ci è fornita da una due giorni tra le montagne di Briançon, la Vallouise e le sue stupende cime. Lungo è il viaggio a bordo del Westfalia, ma ad un ritmo lento che permette di osservare la sfilata di montagne ancora innevate della Valsusa prima e della Vallée de la Durance oltre il Monginevro.
Guardiamo con nostalgia le Tenailles de Montbrison, rammentando l'Eperon Renaud salito l'estate passata, mentre con rispetto e timore passiamo sotto la temibile parete della Tete d'Aval. Intanto già si preannunciano i colossi del Massif des Ecrins, in particolare la severa vetta bifida del Pelvoux... Chissà se riusciremo a calcare il Glacier Noir disteso ai suoi piedi come lenzuolo di nevi perenni?
Eh, no il tempo meteorologico ci concede già troppo con un sabato all'insegna del sole (una vera rarità ormai): una salita in velocità per Jean e Marcy alla Draye (Ailefroide), paroi gauche, una camminata fino al Pré de Madame Carle per Piero, giusto per deliziare gli occhi con le ricchissime fioriture.
La domenica ci saluta al risveglio con la profonda delusione di un cielo piovigginoso, anzi caliginoso, di quel grigiore che dissolve ogni speranza...
Colazione, cazzeggio e poi la decisione dolorosa di ripiegare verso i più miti fondivalle.
Ne uscirà comunque una bella escursione coronata da una impegnativa ferrata in quel di Les Vigneaux. Salita impegnativa sul piano dell'esposizione e dell'atleticità, con tratti verticali o addirittura in strapiombo. Nulla per dei veri scalatori allenati, ma nella comitiva c'è qualcuno che non calca la roccia da parecchi mesi ormai...
Conclusione della due giorni in quel di Briançon all'insegna dell'immancabile panino all'italiana, chiacchierando e fantasticando di nuove salite, nella speranza che finalmente presto inizi l'estate, quella vera, però.
|