| Svezia, al circolo polare artico... | 27-29 dicembre 2010 | |
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Un tranquillo Natale svedese, ecco cosa sono state per me queste vacanze scandinave.
Dopo
un viaggio di andata tra aereo e auto durato quasi 2 giorni, con
temperature esterne di -32° e albe che tardavano ad arrivare, le
giornate son poi trascorse lente e soffici, proprio come il manto di
neve che ricopre abbondantemente tutto il paesaggio svedese.
I
rtimi di vita sono totalmente diversi e dettati da queste giornate
sconvolte dalla mancanza di luce del sole che passano talmente veloci
da lasciarti sempre un po' assopito.
I
risvegli mattutini sono illuminati dal sole a partire dalle 8.00, ma
bisogna essere veloci se si vuole approfittare della luce,
perchè qui il sole sparisce tra le 14 e le 15!
Ho visto tramonti
stupendi, rossi come il fuoco, che mi hanno fatta emozionare e
piangere, non solo per la loro bellezzza, ma perchè per fare una
fotografia senza guanti ho quasi perso l'uso delle mani.
Ovunque
ti giri, a qualsiasi ora del giorno e della notte, puoi vedere qualcuno
che cammina lungo le strade totalmente imbiancate. Chi è fuori
per portare il cane, chi a fare la passeggiata coi bimbi, chi a fare
Nordic Walking. E' bellissimo vedere la gente andarsene tranquillamente
in biciletta, nonostante le temperature vagamente rigidine e il
simpatico strato di ghiaccio che ricopre tutte le strade. Se si
è fortunati, si possono vedere le tradizionali "Spark": sono praticamente delle slitte che vengono spinte ed utilizzate come dei monopattini.
Quello
che colpisce è vedere sempre qualcuno spostarsi a piedi lungo le
strade. Più di una volta mi son chiesta che cavolo avessero da
fare tutti per avere tanta voglia di uscire nonostante il freddo polare.
Per
non essere da meno, anch’io mi son sparata le mie belle
passeggiatine quotidiane e ho stabilito che il mio record massimo di
sopportazione del freddo svedese corrisponde a trenta minuti. Oltre
incappo nell’ipotermia.
Tra
letture, tisane e biscottini, riposini pomeridiani, giretti in auto e a
piedi e pranzi luculliani, abbiamo trovato anche il tempo di vedere il
Derby di Hockey.
Botte da orbi, inni nazionali, commenti all’unisono e mazze da
gioco spezzate ogni tre per due, come se fossero state di burro. Ecco
cosa è una partita di Hockey.
Il
rientro, rispetto all’andata, è stato puro relax anche
quando l’aereo è atterrato sulla pista di Milano con una
nebbia tale che non si vedeva ad un metro.
E
dire che anche questa volta son riuscita ad andare... La prima volta mi
ha ostacolata il vulcano islandese, quest'altra ci stava provando il
freddo che da cento anni non si era mai fatto sentire così
tanto. La prossima, saranno i marziani a mettere a repentaglio il mio
viaggio???...
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| Gadan presenti: Vale, Chris | ||
| Dove: Skellefteå | ||