Nelle giornate fredde, tra i siti che garantiscono di trovare un po' di tepore, certamente vanno annoverate le pareti di Albard. Ed infatti oggi dopo vario ciacolare optiamo per venire a scalare una delle ultimissime vie aperte in zona.
Un po' di avvicinamento non ci scoraggia di certo, anche se il fogliame non rende agevolissimo il progredire, ma la conoscenza di Michele, a cui mancano pochissimi itinerari in zona, ci aiuta a non perder tempo nella ricerca.
Trovato il castagno secolare, che farà "compagnia" alla fida Mia per tutto il tempo della scalata, ci approcciamo alla roccia. La prima parte, come da commenti presenti in rete, è un mero riscaldamento in preparazione dei quattro tiri impegnativi della seconda sezione.
In ogni caso qualche passo interessante è già presente su L1 ed L4, fortunatamente ben protetto, a differenza dei tratti facili dove la chiodatura è lunghetta.
E finalmente ci troviamo ai tiri finali: il muro verticale di L7 è un impegnativo tiro tecnico, chiodato benissimo, ma le cui difficoltà si avvicinano al 6b. Segue una lama staccata con attacco difficile e sezione breve ma piuttosto fisica (6a+), quindi un tiro tecnico in diedrino (6a) e conclusione ancora tecnica su L10 (6a+).
In definitiva una nostra interpretazione dei tiri:
L1: placca 5a
L2: placca 4b
L3: 5b (saltato)
L4: muretto e placca verticale 5b/c
L5: placca 4a
spostamento a dx
L6: placca 4b
L7: muro su tacchette piccole 6a/b
L8: strapiombino verso destra (molto fisico) 6a+
L9: diedrino delicato 6a
L10: placca e strapiombino 6a+
Soddisfatti della salita, procediamo alle doppie, in tutto 5, visto che saggiamente abbiamo portato due mezze da 30 m che ci evitano impicci/incastri e ci depositano alla cengia intermedia in poco tempo.
Sulla via del ritorno, con qualche ravano in cerca di mimetici segni ed ometti, recuperiamo Mia, che ci avvisa della sua presenza abbaiando di gioia e fornendoci un utilissimo segnale sonoro.