ME (Motociclista Esperto)
Novembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in val Pellice i miei motori
lascian le rimesse e vanno verso il mare:
scendono al mar Ligure selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua Valmora
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno super nel serbatoio.
E vanno pel tratturo antico al piano,
attraverso boschi e faggete silenti,
su le vestigia degli antichi padri.
O gioia quando primamente
vedo il tremolar della marina!
Ora lungh'esso il litoral cammina
La moto. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì il nero serbatoio
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah perché son io cò miei motori?
E cosi', Gabriele si rivolta nella tomba....
e io mi trasformo in un ghiacciolo ricoperto di lana con L'Eco del Chisone a fare da paravento