Riprendiamo le alpinate sui monti delle nostre valli, rispolverando una vecchia conoscenza: la Moby-Dick al Pelvo d'Elva.
Quasi dieci anni fa col Gadan senior salimmo nel mese di giugno con condizioni diverse, incontrando nevai in diversi tratti ma roccia asciutta in salita.
Oggi invece ci "godiamo" il gelo siderale (

brrrr) della parete nord dopo alcuni giorni di maltempo...
La fessura di V- in effetti risulta più impegnativa a causa della roccia gelida che limita la sensibilità a mani e piedi

. Anche le innocue placche di III/IV successive appaiono un po' più toste rispetto a quanto non sarebbe nel pieno dell'estate.
E' però sempre suggestivo solcare questo immenso scivolo di quarzite in direzione del torrione finale, ricercando il giusto itinerario a caccia dei pochissimi chiodi presenti. Il nono tiro in particolare è da cercare ed infatti noi, salendo in verticale lungo una spaccatura-diedro di roccia non eccelsa, ci troviamo fuori dalla via ma comunque nei pressi della cresta est. Sulla cresta proseguiremo in tranquillità fino all'anticima e poi alla croce di vetta. Discesa nella nebbia lungo la via normale.