Dopo i sentieri ben segnalati e frequentati, nonché la roccia solida e continua delle Dolomiti, eccomi nella solitudine delle Cozie, dove i sentieri sono da cercare, i calcescisti somigliano più a sfasciumi ed incontrare qualcuno (persino di domenica) è cosa ben rara.
Ciononostante ha il suo fascino questa impegnativa traversata della Punta Vergia (omonima della
Vergia in valle Pellice), un tremila mancato per una manciata di metri che sbarra l'alto vallone di Rodoretto. La sua cresta ONO di torrioni, non svettanti come quelli dolomitici, offre un lungo saliscendi con disarrampicate più impegnative delle salite. E' vero l'esposizione non è quella di altre creste ma la delicatezza della roccia e la mancanza di evidenti tracce di passaggio fanno lievitare l'ingaggio, da cui la valutazione personale PD invece di F+ indicata in alcune guide. D'altra parte anche la discesa per la cresta Nord-est (valutata EE/F) è tutt'altro che una semplice camminata e dunque concatenando i due itinerari nella traversata odierna l'impegno cresce significativamente.