Regno delle vie classiche aperte dai nomi illustri di Gervasutti, Boccalatte, Motti, Rivero, Rossa, il verticalissimo paretone dei Militi attrae da sempre gli alpinisti in cerca di impegno fisico e mentale.
Il "maestro" Michele propone oggi una di queste classiche, addomesticata e resa accessibile anche agli umani dalla spittatura operata una decina d'anni fa dalle guide.
La via del Diedro Giallo percorre un magnifico diedro dolomitico (il geologo di cordata assicura trattarsi proprio di dolomia) proponendo l'intero repertorio delle tecniche utilizzabili in diedro, opposizione, dulfer, incastro.
Superati i primi due tirelli di IV/IV+, il comando di cordata passa inevitabilmente al "maestro", che risolve i 4 tiri nel "Diedro", valutati V+ ma che, come ripetuto da vari commentatori, richiedono "un solido 6a" per essere superati in agilità. Unico disturbo alla scalata è dato dalla patina di limo che riduce talvolta (o così pare) l'aderenza, mentre la roccia appare decisamente più solida di quanto ci attendessimo.
Giunti così alla prima
cengia seguono due lunghezze con passi più tecnici su roccia ottima, poi un tratto più facile a risaltini di IV+ (con ritorno alla guida del Pierin) su due lunghezze. Qui termina l'itinerario classico con uscita sulla cengia, mentre con la richiodatura le guide hanno aggiunto altri 3 tiri per uscire sui terrazzi sommitali.
Il primo dei tre tiri, come annunciato, presenta chiodatura obbligatoria, ma anche difficoltà continue e sostenute. Il grado 6a non sembra corretto...decisamente il tiro più impegnativo della via.
Anche i due tiri seguenti sono sottovalutati e non possono essere liquidati come V/V+... il primo con bei passaggi in forte esposizione sullo spigolo, il secondo su diedro atletico purtroppo in finale su roccia meno solida (unico tratto della via).
Usciamo al sole del terrazzo superiore immersi nel bellissimo bosco di conifere alle ore 14:30, dopo 5 ore e mezza di "dura lotta con l'alpe". Un momento di relax a goderci la pace di questo bosco e la vista tra le fronde delle cime calcaree di fronte, poi ci mettiamo in cammino per reperire le tracce che ci condurrano al sentiero di discesa.
Un percorso molto bello tra larici, cembri e mughi con vedute suggestive verso la valle Stretta e le cime che la coronano. Tornati al fondovalle inizia il carosello delle pareti d'arrampicata,
Parete del Croz,
Torre Germana,
Spigolo Fornelli (una vecchia conoscenza) e di nuovo la zona del Tao con il paretone, su cui corrono grandi classiche come il "nostro" Diedro Giallo o sulla sx la Rivero-De Albertis.
Chiuso il cerchio, stanchi e appagati, salutiamo i Militi e discendiamo verso la città portando il ricordo dell'impresa odierna.