Dopo averla osservata qualche anno fa, di passaggio durante una gita escursionistica al col Maurin, tornava ripetutamente il desiderio di andare a metter mani e piedi su quella quarzite compatta.
Con Michele e Daniela oggi ci decidiamo ad andare a verificare di persona se i commenti lusinghieri su di essa rispondono a verità.
Già da lontano il paretone esercita un'attrazione quasi magnetica e quindi non ci stupisce vedere diverse cordate impegnate sulle numerose vie presenti.
La via da noi scelta, che sembra proporre difficoltà modeste a parte un tiro, non è ancora occupata e ci affrettiamo dunque ad attaccare il primo tiro. Con Michele decidiamo di dividerci i tiri nel seguente modo: prime 3L Michele, a seguire 5L Piero.
La roccia appare molto solida e piacevole, mentre la chiodatura si presenta subito come la vera nota dolente. Infatti persino il tiro chiave (6a strettino) è poco e mal protetto (spit sul passo chiave difficile da raggiungere se si ha una statura normale). Anche i tiri di III grado ci sembrano sottogradati e davvero poco chiodati, rendendo impegnativa la ricerca della via su terreno dove si potrebbe salire ovunque.
Riguardo ai tiri indicati indicati in relazione come 5a, vuoi per la chiodatura che dire essenziale è eufemistico, vuoi per la difficoltà stessa, nuovamente l'impressione è che siano sottogradati. Inoltre proteggersi non è così facile e immediato.
La salita è dunque ben più impegnativa di quanto letto, più di stampo alpinistico che sportivo.
Al termine della via optiamo per la discesa in doppia e dunque andiamo alla ricerca delle soste delle vie attrezzate a tale scopo, in particolare l'ultima sosta di "jolie jolie". Il provvidenziale incontro col collega Paolo ci fornisce qualche lume su dove andare a cercare la sosta anelata sui ripidi prati sommitali.
Con qualche intoppo (corde di poco insufficienti nella seconda calata... con soluzione da brivido di Michele

) scendiamo sui muri e sugli strapiombi di questo settore, mentre nel frattempo il sole è sparito ed il freddo comincia a farsi sentire. Scendiamo 4 doppie sempre con l'apprensione da rischio incaglio corde e solo quando posiamo i piedi a terra possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. Certamente deve essere di gran lunga preferibile la discesa a piedi...

Riprendiamo il nostro equipaggiamento, recuperiamo la fida cagnetta Mia, salutiamo la bella parete e ci portiamo al sole per un breve spuntino prima di intraprendere il lungo rientro.