Pronti partenza, via... ritrovati in quel di Villanova, ci affrettiamo a ricomporci in un'unica auto, senz'altro indugio dopo il primo intoppo della giornata che ha causato un po' di ritardo a Michele e Daniela (ingorgo in città).
Ad Artesina fatichiamo un po' a trovare il fantomatico colle del Prel, in una "città" fantasma: dopo la chiusura degli impianti sembrano scappati tutti, abbandonando il luogo in una discreta desolazione.
Imboccata la stradina che scende sull'altro versante dopo poche decine di metri uno sbarramento in pietroni ci presenta il secondo contrattempo... e realizziamo l'impossibilità di raggiungere le vie del
Ciano Pillar 
.
Confabuliamo in cerca di una valida alternativa e, scartate altre vie multipitch, ci portiamo alla base della falesia di Monte Moro. Scesi dall'auto constatiamo però che la temperatura è bassina, inoltre tutto è umidore, con un cielo per giunta nebbioso... Non ci resta che cambiare ancora piano e "portare le tende" decisamente più in basso.
Fortunatamente la valle propone molte falesie interessanti e ne selezioniamo la più classica: Miroglio 1.
Brevissimo avvicinamento e siamo al Torrione A. L'idea è di scaldarci su gradi bassi e quindi ci cimentiamo sul 4c (dichiarato, ma di altro tenore all'atto pratico). Anche gli altri due tiri (6a+ e 6c) sono poco piacevoli, per chiodatura, roccia non ottimale (rotta sul 6a+, umida o con patina superficiale sugli altri).
Ci spostiamo nella sezione più solare dove finalmente due bei 5c ci danno un po' di divertimento, pur sempre con chiodatura piuttosto distanziata e curiosa.
I due tiri conclusivi, un 6a+ ed un 6b, presentano passi durissimi in placca, ben al di sopra del grado indicato e protetti in modo semplicemente folle. Li saliamo azzerando i tratti "inscalabili" grazie alla pronta "richiodatura" dall'alto di Michele/Daniela (scendendo dal 5c piazziamo rinvii e allunghi).
Le sezioni scalabili sono però davvero divertenti.
Salvata la giornata, sollecitati muscoli e tendini ce ne andiamo dalla parete comunque appagati dalla scalata odierna.
Ma la giornata partita storta ci riserva ancora qualche brivido. Giunti all'auto il Pierin si accorge di aver seminato la chiave dell'auto da un buco nella
saccoccia dei pantaloni...

Ritorniamo sui nostri passi setacciando palmo a palmo il sentiero di avvicinamento... e nel giro di poco, per fortuna, rinveniamo le chiavi. Tornati all'auto un'altra sorpresa: ci viene consegnata la chiave dell'auto di Michele...anch'essa smarrita, a nostra insaputa!
Insomma, non ci resta che recitare una preghierina e incrociare tutte le dita di mani e piedi prima di avviarci sulla via del ritorno, sperando di aver collezionato un numero più che sufficiente di inconvenienti in questa giornata davvero imprevedibile.