Vent'anni fa scalando per la prima volta alla Cristalliera, proprio la via Super Bianciotto, scrivevamo:
"
I tiri sono uno più bello dell'altro, susseguendosi su roccia fantastica, non solo al tatto ma anche alla vista."
Era l'inizio di un idillio. L'
anno seguente dedicammo due interi weekend ad esplorare le sue vie classiche, spesso opera di Gian Carlo Grassi.
Oggi torniamo a riaffermare quelle medesime parole, apprezzando la bellezza dei tiri, della parete e della roccia.
Ci godiamo dunque 8 lunghezze di stile "granitico", tra diedri, fessure, placche, con il piacere di integrare ogni qual volta ne sentiamo il bisogno.
Al termine ci fidiamo di indicazioni vaghe reperite sul web e optiamo per la discesa in doppia sul lato sud. D'altra parte la prima sosta è in bella vista a pochi metri dal termine via. Purtroppo la linea di discesa non si rivelerà così logica, con difficoltà a trovare le altre soste e ci porterà ad una discreta fatica nel recupero corde.
Apprezzeremo però la possibilità di esplorare in questa giornata di sole la parete sud e la sud-ovest, sognando le linee che affrontano i sui muri di roccia rossa.
Sorvegliati da uno stambecco solitario riprendiamo poi la discesa, costeggiamo il bel lago la Manica, poi il Laus in via di interramento. Infine passiamo al Selleries per un saluto all'amico Massimo per augurargli un sincero in bocca al lupo per la sua nuova avventura come gestore del rifugio Boccalatte!