Wow, un'altra perla del Ponente Savonese: a poca distanza dalle pareti di Finale, nel ricco anfiteatro roccioso di Toirano c'è una parete di ottimo calcare grigio, per nulla unto (e si capisce poi il perché...), con una nutrita scelta di tiri "interessanti".
Ma cominciamo dall'inizio: nell'attesa di Michele e Daniela entro nel
mood della pietra, girovagando per il grazioso borgo di Toirano, dove per l'appunto la roccia la fa da padrone nei materiali costruttivi. E lassù si intravedono i contrafforti rocciosi che discendono dal Carmo e su cui poggia il millenario cenobio di San Pietro dei Monti.
Poi ci avviamo alla falesia, a pochi passi dal piazzale delle grotte, carichi delle nostre masserizie scaloire.
Pochi passi ma intensi, ci diciamo: un erto sentierino infatti ci conduce alla base di questa notevole parete grigia.
Il guru della combriccola (Michele) sfodera le sue "sudate carte" (n.d.r. qui il sudore del climber impenitente), per proporci una manciata di tiri molto belli e moooolto interessanti... ovvero per nulla facili.
Gradi dichiarati piuttosto vari (dal 5b al 6a), tutti tiri comunque con almeno un passo di VI ed in ogni caso con chiodatura assai parca, se non rischiosa. Roccia perfetta, certamente grazie alla scarsa frequentazione rispetto ai settori più conosciuti.
Alla fine i tiri di giornata stanno su una mano, ma tutti di grande soddisfazione:
- La voie des vieux autrichien, 6a (nuovo tiro a fix), con passi molto tecnici
- L'uomo di pietra, 5a (impossibile che sia solo V)
- La via di Francesco, 5c (almeno 6a)
- Merlino, 6a, prima tecnico, poi atletico in dulfer
- Giochi di potere, 5c (ma quando mai...)